13/03/2007
Birthday girl
Le due regole del successo:
1) Non dire mai tutto quello che sai...
Sto perdendo tempo, vero? Ci giro intorno senza arrivare a nulla.
il fatto è che ho le palle girate.
sorrido appena pensando all'ironia della sorte. mi riferisco alla foto qui accanto. sulla maglietta please do not feed the models. e sotto le indicazioni per allargare la foto (o la modella?).
ho le palle girate? mi annoio. dovrei già essere a letto. sono già stata richiamata all'ordine in effetti.
e zibibbo rugna perchè ha la ciotola vuota.
caccio di casa l'abusiva nel mio letto. riempio la ciotola alla gatta. riprendo il libro abbandonato sul comodino.
sì, ok, ma in quale ordine?
prima la gatta, mi sta diventando isterica. e in fondo ha ragione.
potrei ordinare all'abusiva di dare da mangiare alla gatta e di levarsi dalle palle. ma prima dovrei, tipo... slegarla?
e, no. l'abusiva non è lei.
e sì. quella che è lei oggi mi ha dato un bacio a fior di labbra al sapore di schiuma di macchiato caldo.
poi se ne è andata, si è voltata. ha ammiccato e ha detto:
-quello di ieri
questo credo è stato il momento del giramento di palle
bene, adesso ho di che compiacermi per la battutona dell'anno. e pensare che in fisica facevo pure pena.
cincischio. e mi annoio.
la ciotola della gatta è stata adeguatamente riempita. tempo due minuti e me la ritrovo in grembo.
dalla camera arriva il secondo ammonimento. un mugugno soffocato e implorante. molto fastidioso, in effetti.
e io cincischio con la ricerca immagini di google. e mi annoio.

è incredibile cosa si trova in giro ;-)
è incredibile che a trentanni e uno ancora mi accenda le sigarette al contrario e mi stupisca della fiammata sul filtro.
c'ho rischiato la frangetta stavolta.

e a proposito di frangetta. la preferivo con i capelli corti.
finirò con il taglierglieli.
perchè vedi... a conti fatti non si può non essere ciò che si è.
e posso dire che quello che faccio lo faccio per non farlo a te.
ma ti mentirei. quello che faccio lo faccio perché non posso fare a meno di farlo. te, lei... che importa?
22:50 Scritto in bratz, explicatio non petita, me myself and I, piccole donne crescono | Link permanente | Commenti (2) | Segnala | Tag: chiaraf, bratz, models, do not feed the models, Marcus Ranum, BDSM, noia
24/02/2007
The long and winding road
Tornando da pranzo rifletto sul suo modo di camminarmi a fianco. Un continuo sfiorarsi, toccarsi, cocciare di gomiti e spalle che difficilmente concederei ad altri. Non mi mette più nemmeno a disagio ormai. Il nostro camminare è ancora lontano dalla simmetria perfetta di una coppia. I nostri passi hanno ritmi diversi e così il nostro ancheggiare e ondeggiare.
cozziamo nel momento in cui si ferma per farmi la sua domanda. mi prende appena per un braccio e chiede:
-in che senso, scusa?
mi limito a sollevare le spalle e dire:
-mah, magari sono solo scuse.
riflettiamo fino all'ascensore. saliamo e le chiedo:
-dai, dimmi la tua peggiore cattiveria...
e aggiungo:
-la peggiore che puoi raccontarmi...
ci pensa e dice:
-c'è questa mia ex compagna di scuola che incontro in treno. non la saluto mai. e nemmeno lei mi saluta.
la osservo interessata aspettando il colpo di scena.
-la prima volta che l'ho incrociata non ero sicura che fosse lei. non l'ho salutata. l'ho riconosciuta solo dopo. ma non l'ho mai salutata.
e aggiunge:
-uno di questi giorni la fermo e le chiedo scusa e le spiego tutto.
sorride e dice:
-e tu?
ho sparato in pancia alla mia migliore amica, ho rovinato l'adolescenza al mio uomo perfetto. ho flirtato con lo zio preferito della solita migliore amica nel giorno del suo quattordicesimo compleanno solo perchè lei, beh... non mi dava abbastanza attenzioni. ho mentito, finto e ferito per ripicca, per gioco, per noia.
-da bambina ho rubato in chiesa.
e aggiungo:
-non li ho mai spesi quei soldi... credo che siano ancora nascosti da qualche parte a casa dei miei.
cogliona!
15:05 Scritto in bratz, explicatio non petita, piccole donne crescono | Link permanente | Commenti (7) | Segnala | Tag: chiaraf, bratz, beatles, desi, minchiolo, segreti
22/11/2006
eravamo quattro amici al bar
mi chiama la manu
-stavi mangiando?
chiede
-no, tranquilla... allora come stai? i bimbi?
in realtà sto spiluccando muesli direttamente dalla scatola mentre cerco di ignorare i capricci di zibibbo che ha deciso che l'aspic trota e salmone non le piace più
-stanno bene. continuano a chiedere di te.
ma non va oltre. strano.
-lavoro?
-bene. bene. tu?
-le solite cose.
pausa.
chiedo:
-va tutto bene?
-ma sì. insomma. ho aspettato anche troppo a dirtelo, forse.
oddio. adesso comincio a preoccuparmi. in effetti l'ultima volta che abbiamo avuto una conversazione del genere. no, non voglio pensarci.
chiedo:
-dirmi cosa?
e lei me lo dice. e più parla e più mi sembra di essere in un cazzo di film di muccino sui trentenni alla deriva.
e più parla e più ho paura che tutto viri verso la farsa caricaturale alla verdone.
e più parla e più avrei bisogno di silenzio.
alla fine dico solo:
-oh merda
il resto della conversazione sembra solo un pretesto per assolverci reciprocamente dai rispettivi peccati. i silenzi sembrano diligentemente dosati per darci il tempo di tornare a incolparci, ognuna per qualcosa che l'altra ignora.
e le frasi lasciate a metà, interrotte nel momento più appropriato per alleggerire l'altra dai sensi di colpa.
e l'abbiamo già visto tutto questo. l'abbiamo già vissuto. tutte le domande. i dubbi. tutto. è già successo quando da quattro siamo diventati tre.
e ora di nuovo, che da quattro siamo rimaste in due.
apocalittici 0 - integrati 2
peggio di un cazzo di film di muccino. una merdosa canzone di venditti.
Compagno di scuola, compagno per niente
ti sei salvato o sei entrato in banca pure tu?
21:55 Scritto in blast from the past, piccole donne crescono | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: chiaraf, manu
20/10/2006
ho avuto paura
ho avuto paura a maggio...
paura che la mia amata sicilia perdesse ogni sapore, tolto il gusto del proibito.
paura che ogni angolo, ogni viuzza e ogni scorcio da cartolina nascondesse un agguato di ricordi e malinconie di varia natura.
e paura che per la troppa paura di ricordi e malinconie e angoli e viuzze mi rinchiudessi in una fortezza autistica, sorda a ogni emozione.
ho avuto paura, ma il peggio è passato. tutto qui, nella mia testa, nei giorni prima dell'imbarco. niente di quello che ho temuto si è avverato. o forse solo l'autismo.
e alla fine con cosa sono tornata? un'amica sposata. un paio di marmocchi. decine di nuove rotatorie nelle strade della mia adolescenza. qualche centro commerciale.
le prime rughe sul suo volto che rifiuta ogni genere di crema di bellezza. i primi capelli grigi. un sorriso che ormai è più da mamma che da amica.
ho chiuso tutto. sono ripartita. per l'ennesima volta. settembre è un buon mese per ricominciare. ma non ho ricominciato a settembre. rimando, giorno dopo giorno. rimando a domani.
16:25 Scritto in piccole donne crescono | Link permanente | Commenti (1) | Segnala | Tag: chiaraf, desi, sicilia

