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29/03/2007

Letto e ri-Letto

medium_flou.jpg
"Finiremo a letto insieme, io e te"
Quando ci ripenso non posso fare a meno di sorridere. Ogni volta. La prima volta, certo, non è stato proprio un sorriso il mio, ma qualcosa di più simile a un accesso di ridarella isterica, con tanto di lacrime agli occhi e via dicendo...

E non tanto per la frase, ma per la tronfia serietà con cui è stata pronunciata.

A letto, alla fine, ci siamo finiti per davvero. Dopo un lungo percorso riabilitativo. Dopotutto non puoi dire una cosa del genere con una espressione del genere e pensare di farla franca.

L'andare a letto in sè doveva essere l'ultima stoccata al suo ego esponenziale. Non lo è stata. Il ragazzo se l'è cavata più che bene. Ma questo è secondario.

medium_littleego.jpgHo inaugurato il mio nuovo flou con l'algida maggiorata.
Con l'algida e con uno di quegli incubi da sudori freddi e insonnia deleteria e spuntino notturno. Di quelli che ti svegliano peggio della peperonata della nonna e sveglia ti lasciano e l'alba sembra non voler mai arrivare.

C'era la bratz nell'incubo. E c'era Enzo. E c'era enzo, quello vero, il figlio. Quello della frase. E c'era Susanna che oscillava dissociata tra l'essere figlia di Enzo (il padre) e essere enzo stesso (il figlio). E c'ero io, a tratti. Mi percepivo come parte integrante del tutto o come estranea osservatrice, con dolorosi passaggi tra un ruolo e l'altro: fatti di fitte e strappi laceranti, come se davvero abbandonassi il mio corpo onirico per diventare un altrettanto onirico corpo astrale.

La bratz era il centro focale del sogno. Gli altri, me compresa, umili comparse al minimo sindacale. Indossava una maschera, di quelle in ceramica, bianca con grandi pomelli rossi accesi sulle guance. come una maschera di un oni kabuki.

la reggeva davanti al volto con una mano e con l'altra indicava me. non diceva niente. non che io ricordi. perchè è stato nel momento in cui stava levandosi la maschera per dire qualcosa che mi sono svegliata di colpo. ed è stato strano e in qualche modo doloroso perchè in quel momento dovevo essere corpo astrale e l'ultima scena che ricordo, la ricordo come vista dall'alto, con lei che sta per togliersi la maschera e il mio altro io che si mette a gridare.