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29/01/2007

lei, l'intoccabile

medium_minchiotness.jpgci sono tante cose che dovrei farmi perdonare dal buon minchiolo. alcune non me le perdonerà mai. di sicuro non lei, l'intoccabile.

la migliore amica dell'uomo. rossa di capelli. fedele come poche. lentigginosa al punto giusto. impegnata quanto basta. scodinzolante ai limiti dell'epilessia... ma, ahilui, tardiva nello sbocciare.

medium_la_pimpa.jpgc'è stato un periodo in cui mi perseguitava. è stato allora che le ho appiccicato addosso il suo nomignolo. la pimpa.

tra noi è stato odio immediato. e parecchi anni dopo, davanti al plotone d'esecuzione, sicuramente mi ricorderò del giorno in cui il buon minchiolo mi aveva svelato il gran segreto.

con tempismo tipicamente adolescenziale, la pimpa aveva deciso di dichiarare il suo travagliato amore proprio nel periodo in cui io e il minchiolo avevamo cominciato a frequentarci. o per dirla tutta, nel periodo in cui, tra scrupoli di coscienza e improvvise ricadute, permettevo al futuro uomo della mia vita di frequentarmi.

medium_rutger.jpgquello che non mi perdonerà mai, oltre ad avergli rubato l'adolescenza (e ti pare poco?) è che proprio nel momento in cui, sulla marina, lui cercava il mio sguardo e biascicava un timido saluto, incurante della mia gelida, ma non per questo meno esibita, indifferenza... proprio in quel fatidico momento in cui il suo cuore andava per la prima volta in pezzi... c'era un altro cuoricino, tutto lentigginoso, che dichiarava il suo segreto amore e andava parimenti in pezzi.

ho fatto cose che voi etero...

e poi ho fatto peggio...

life is bau(er)!

jack bauer
Gli eventi che seguono si svolgono tra le 18 e le 19 di domenica pomeriggio.

Interpreti in ordine di apparizione:
-La saggia Zoe
-L'acida Chiaraf
-La snodabile Bratz


zoe
-che stai combinando?

chiaraf

scrivo nel blog-




bratz
-ti posso chiamare?


zoe
-appunto. che stai combinando?


chiaraf

(a entrambe)
woff woff-




bratz
-è un sì?


chiaraf

è un cane che ringhia-




zoe
-vabbè, se hai voglia domani mi spieghi


chiaraf

cosa?-




bratz
-ok, non ti chiamo. domani c sei?


chiaraf

bau!




zoe
-ok, hai voglia di sprecare soldi. cmq se vuoi chiamami


bratz
-e questo?


chiaraf

un cane che abbaia-




bratz
-miao ;-)


chiaraf

non sei divertente-




bratz
-ce l'hai con me?


chiaraf

ce l'ho con i tuoi mi dispiace-




zoe
-domani ci sei?


chiaraf

sì, dai... tranquilla. a pranzo ti racconto-




zoe
-explicatio non petita. divertente. ci vediamo domani. fai la brava ;-)


chiaraf

;-)




bratz
-capisco


chiaraf

no, non credo-




bratz
-non volevo tirarti in mezzo


chiaraf

questo non ti ha impedito di farlo però
mi spieghi perchè?-




bratz
-ti chiamo?


chiaraf

no-




bratz
-coi messaggi è più difficile


chiaraf

a parole, invece...
te la sei cavata alla grande l'altro giorno...-




bratz
-;-) in realtà non lo so nemmeno io.


bratz
-sei l'unica che non mi odia là dentro


chiaraf

ne sei sicura?-




bratz
-mi odi anche tu? non posso darti torto


chiaraf

smettila di fare la vittima e vieni al punto-




bratz
-volevo la tua amicizia


chiaraf

e perchè? nemmeno io sono
poi tanto popolare là dentro-




bratz
-sei diversa


bratz
-non in quel senso

chiaraf

e in quale allora?-




bratz-sembri sempre sapere quello che vuoi.
e sembra che nulla riesca a toccarti. sei forte


chiaraf

oddio! vabbè, dai chiamami-

28/01/2007

da grandi poteri...

medium_superchiaraf.jpgora verrebbe da chiedersi il perchè di tanta acidità nei post precedenti. non so voi. io me lo sono chiesto e ripensa che ti ripensa credo di aver capito.

con un po' di lavoro di intelligence sono arrivata a individuare la sua "specie" di ragazzo. e, beh, questo spiegherebbe anche perchè in ufficio non è esattamente popolare.

ora, se avete la pazienza di seguirmi alla lavagna luminosa, vi mostro il primo lucido.

medium_lucido1.jpg


eh, già... secondo le mie fonti le cose non vanno tanto bene tra i due piccioncini. beh, voglio dire. ci mancherebbe. qualsiasi ragazza con un po' di senno in capo si rifiuterebbe di mischiare bratz e ken. insomma, è innaturale.

passiamo al secondo lucido:

medium_lucido2.jpg


incrociare una bratz con una barbie è ovviamente meno grave. ovviamente perchè sono parte in causa :-P

lo scopo finale? fare ingelosire il bel ken e opponendomi shakespearianamente a lui, porre fine al suo mare di tribolazioni e riconquistarlo? nah! troppo scontato. a che pro allora tirarmi di mezzo?

c'è una seconda ipotesi... prego, il terzo lucido, grazie

medium_lucido3.jpg


in questo caso non sarei altro che ottimo cibo per il suo ego massacrato dalle lune storte del suo ken...

la mia acidità? ah, quella è da imputare a quel suo "mi dispiace"

il gioco di chiaraf

medium_games.2.jpgseduta al tavolino ordino una domanda e mi portano un'affermazione. ohibò! che stia perdendo colpi?

un passo indietro, al post che l'altro giorno ero troppo scazzata per concludere. tornando a casa mi sono fatta le domande giuste e mi sono data risposte plausibili.
mi sono chiesta: ma perchè l'ho fermata poi? ok, mi sono anche chiesta: ma non le avrò fatto male? ma questo è secondario.

pensa che ti ripensa sono arrivata alla conclusione che un tranquillo week-end di paranoia a rifletterci sopra avrebbe fatto più bene a lei che a me.

bene, adesso possiamo tornare a quel cavolo di tavolino e alla domanda che mi è stata negata (voglio dire, non mi ero preparata a risponderle sul perchè l'avessi baciata, però mi ero preparata a improvvisare; ok, improvvisare per quanto può improvvisare una chiaraf in love)

seduta al tavolino dice:

-ho un ragazzo

poi si corregge. accenna uno di quei sorrisi neorealisti e aggiunge:

-beh, una specie

pausa:

-pensavo lo sapessi. ne parlano tutti in ufficio. adesso un po' meno ma...

del tipo che la guardo con una faccia da mascella nell'insalatona verde. del tipo che poi la guardo con una faccia da sono sempre l'ultima a sapere. del tipo che finisco a guardarla con la faccia da "che cogliona che sono!". e biascico un...

-m-ma in ufficio?

solleva un sopracciglio. il mio cazzo di sopracciglio vulcaniano. ma come si permette?! voglio dire, ferma un attimo sei tu quella che i colleghi si chiedono se ci fai o ci sei. io sono quella che i colleghi prima ci provano e poi guardano strano. anzi... a questo punto sono anche quella che le colleghe non ritengono degna di coinvolgere nelle loro cavolo di pause caffè gossippare.

silenzio. io cerco la mia mascella nell'insalatona. lei mi osserva. mi studia forse. il bicchiere in mano piantato a metà strada tra tavolo e labbra.

devo avere le guance in fiamme. adesso le prendo quel cazzo di bicchiere e mi ci raffreddo gli zigomi.

e invece no, è lei a muoversi. lo posa e cerca una qualsiasi appendice del mio corpo che possa raggiungere. eccheppalle sta mania del contatto fisico! seguo i suoi movimenti al rallentatore, con questa voce vagamente sordesca che fa: "chevvoi?! pussa via!

cooooooontatto! le ultime falangi della mia mano destra sono sue adesso. vabbè, almeno adesso che le ha in ostaggio si deciderà a dire quel che ha da dire.

dice:
-mi spiace

di cosa. che hai un ragazzo in ufficio? che sei etero? o ti spiace per me?

-di cosa?

-pensavo tu sapessi. non mi hai nemmeno chiesto chi è...

-quindi?

-quindi o già lo sai o...

-o magari non mi interessa

e con questo le mie falangi sono libere. lei annuisce e ripete:

-o magari non ti interessa...

che sia finita? naaah! non ha ancora toccato il suo toast farcito, quindi ci deve essere dell'altro.

vuoi un'aiutino? il 50 e 50, l'aiuto del pubblico? o magari la telefonata a casa?

mi rilasso sullo schienale. non che mi rilassi veramente, ma almeno così non ho appendici alla portata della sua voglia di contatto.

incrocio le braccia al petto e dico:

-dai, che altro c'è?

-mi odiano tutti... in ufficio

oddio! ma allora ci sei! e ci sei parecchio. ma ti pare il momento?

-è di questo che ti dispiace, quindi?

-no, sì... no, non è questo

vrrrrroooom... apri la bocca che passa l'aeroplanino. minchia, no, davvero... sono troppo vecchia per la maieutica nei rapporti interpersonali. ma sono anche una vecchia cogliona! e mi armo di pazienza e comincio a imboccarla

-e cos'è?

-io... insomma... io lo sapevo

-cosa?

-che... dai, lo sai... lo immaginavo, lo sanno tutti

adesso la prendo a sberle!

-che sono lesbica?

-sì

-non sono lesbica

-eh? e allora perchè...

bingo!

-perchè ti ho baciata?

-sì

-mi sembrava il momento giusto.

e qui parte la cavalcata delle valchirie e la vostra chiaraf preferita guarda dritta in camera e dice: adoro l'odore di neuroni grippati in pausa pranzo!

lei è lì che se la pensa. oddio, poveretta, le ho appena rovinato il suo sillogismo nuovo di zecca!

-non capisco

eh, l'ho notato dal fumo che ti esce dalle orecchie.

le prendo le mani. tadan! non te l'aspettavi, eh stronzetta. beccati sta dose di... ha le mani gelide!

-lesbica, etero, bi...

lo dico guardandola negli occhi. e sono davvero gelide quelle sue manine.

-non ha senso

e la bacio di nuovo.

un lungo bacio al sapore di vinagrette per la signorina con le mani gelide.

cerco di dare il mio meglio e staccandomi le sussurro:

-ha senso?

ecco serviti i compiti per il week-end per la signorina dalle mani gelide. ecco servita un'uscita di scena da oscar per la bionda con le guance in fiamme

25/01/2007

carta vince, carta perde

medium_laboum.jpgdifficile che prenda l'iniziativa. capita che anticipi i tempi. che sia lei a chiedere appena prima che io proponga.

e potrei parlare di lettura del pensiero.
o potrei parlare di tastare il terreno, di ansia da risposta negativa.

questa volta ha preso l'iniziativa. dopo quattro giorni abbondanti di silenzi imbarazzati.

pensavo cedesse prima. no, non è vero. avevo già messo in conto un tranquillo week-end di paranoia, con tutte le mosse rimandate alla nuova settimana.

e invece no. ha preso l'iniziativa. non so dire se sono stata più sorpresa o più delusa da una mossa così poco strategica.
forse la seconda. perchè quando mi ha detto:
-volevo... parlarti. possiamo fare domani a pranzo?

è uscito il diavolo in me (perchè c'è un diavolo in me, oh yeah!) che ha detto

-domani? No mi spiace domani non posso.

ha abbassato gli occhi e ha detto semplicemente:
-oh

tipo una liceale che si è preparata su un argomento ma la prof le chiede tutt'altro. paragone del cazzo, ma oggi va così. prendere o lasciare.

poooooooooovera tatina (che poi, perchè sono così acida? boh! po-pom!). così l'angioletto lobotomizzato che è in me ha aggiunto:

-possiamo fare settimana prossima (angioletto del cazzo, potevi almeno dire un giorno. bah!)

-ok, va bene...

bene non c'è rimasta perchè il sorriso che ha accennato non era troppo convinto.

pausa. imbarazzo. si gira e se ne va.

e mi ritrovo col suo polso tra le mani. ooooooooooh! il suo polso tra le maniiiii???

mi ritrovo sto polso tra le mani. a casa poi avrei riesaminato tutta la scena alla moviola. trovandoci una presa più alla john cena che alla rhett butler. credo anche di averle fatto male. ma vabbè.

dal suo polso la mia mano scivola nella sua. e dico:

-se vuoi possiamo fare oggi.

lei guarda a destra, guarda a sinistra. si morde un labbro, si guarda il polso. trova la sua mano nella mia. si imbarazza. pensa a come farla scivolare via con nonchalance. mi guarda e quando allento la presa dice:

-ok


e qui mi fermo per i consigli pubblicitari. buona visione! poi forse torno. boh? po-pom!


21/01/2007

Stolen kisses require an accomplice

medium_ultimo_bacio.jpge dopo tengo i miei occhi fissi nei suoi. immobile e in silenzio, mi concentro sul gusto di cioccolato e caffè che ho in bocca perchè non posso essere la prima a parlare.


lei dice semplicemente: Ma?


rimane a bocca aperta. e penso che potrebbe essere l'ultimo e che devo fissare bene nella memoria questo gusto di cioccolato e caffè.

lei si guarda intorno, gli occhi che si rincorrono impazziti da una parete all'altra del corridoio, da un angolo a una porta a una colonna a... ci avrà visto qualcuno? che guaio questi open space!

e il gusto in bocca mi si sta consumando, secondo dopo secondo, eroso dalle mille domande e risposte del mio stupido cervello.

mi giro e me ne vado, prima che lo faccia lei. stupida! andiamo nella stessa direzione. per darle le spalle dovrei passarle oltre.

la bacio ancora? inarco il mio sopracciglio vulcaniano? mi salvo con un sorriso ebete?

torno ai suoi occhi. adesso stanno fissando i miei. la bocca è ancora aperta. il gusto di cioccolato e caffè è quasi svanito. ancora pochi secondi e farà qualcosa.

ed è così adorabile con quella bocca aperta e gli occhi sgranati che non posso a meno di fare la cosa più scema che una bionda possa fare.

allungo l'indice verso la punta del suo naso e dico:
-beep!

e vado oltre, cominciando a sorridere solo dopo averle dato le spalle.

il mio...

17/01/2007

trovato!

buona visione :-P

16/01/2007

dove vai quando non ci sei?

medium_284952EkMJ_w.jpg-sei sovrapensiero. qualcosa non va?

-no, scusa... mi ero assentata un attimo

mi guarda incuriosita. fino a un mese fa avrei vuotato il plafond di un anno di carta di credito per un suo sguardo incuriosito.
rimane a studiarmi in silenzio per qualche attimo. poi dice:

-tu dove vai?
inclina la testa di lato, verso il lato giusto, quello che di solito accompagna con un sorriso e un sospiro.

-come?

-dove vai quando non ci sei?

è una bella domanda. mi piace. non un mi piace da extra-sistole. più moderato, ma altrettanto pericoloso. cerco di smorzarlo fissando gli occhi sul suo ombretto. quello... ecco, quello no che non mi piace.
ma non basta. una porticina da qualche parte si apre e dallo spiraglio esce:
medium_correnti.jpg
-su uno scoglio. all'isola delle correnti.

-la conosco!

-davvero?

-sì, ci sono stata qualche anno fa

e di colpo ho quattordici anni quando le coincidenze hanno l'ossessionante tendenza a diventare segni del destino

dico:

-nah, non ci credo

lei annuisce e inclina la testa dal lato giusto. sorride e dice:

-e cosa fai?

alzo le spalle, ma più per scrollarmi le briciole di segno del destino di dosso che per altro. dico:

-niente. mi siedo. ascolto il mare. recito pessoa come un mantra.

-cose così- mi viene da aggiungere come a sminuire il mio rifugio segreto, improvvisamente a disagio per averne ancora uno ad anni luce dalla mia adolescenza

dice:
-che bello!

ed è allora che mi accorgo del peggio.

mio dio, sto inclinando anche io la testa! e nel senso giusto per giunta. e... cazzo, cos'è questo formicolio agli angoli degli occhi?

mio dio no... non il sorriso languido con tanto di pupille a forma di cuoricini.

ti prego, no!

04/01/2007

io e desi pt.1: ogni storia ha un inizio

medium_kiss.jpgO forse sarebbe meglio dire, ogni ossessione ha un inizio.
La mia analista, ossia la sottoscritta che parla con la propria immagine riflessa nello specchio, dice che raccontare tutta la storia dall'inizio forse mi aiuterebbe a razionalizzare. Quello che intende dire veramente è: raccontare tutta la storia senza mentire.

Difficile. Molto difficile. La prima menzogna sarebbe dire che mi sono innamorata di lei fin dall'inizio. Cosa vera solo in parte. L'ho odiata, come una bambina di dieci anni, appena trasferita in una nuova scuola, può odiare una sua coetanea. E l'ho amata, come una bambina di dieci anni può amare la compagna più popolare della classe.

L'idea brillante dei nostri rispettivi genitori era quella che lei, bambina espansiva e caciarona, aiutasse me, sgorbietto ossuto e introverso ai limiti dell'autismo, a inserirmi nella nuova scuola.

Geniale!

Il culmine dell'odio e la definitiva presa di coscienza del mio amore per lei l'ho avuto dopo l'ennesima ramanzina dei suoi genitori. Un dispetto di troppo, suo padre che perde la pazienza e: Lei a letto senza cena, io in cortile a piangere disperatamente. Con tanto di singhiozzi. Ricordo ancora le fitte al petto quando, risoluta e piena di rabbia sono salita in camera sua. Pugni stretti fino a lacerarmi i palmi. Frangetta appiccicata sulla fronte e questa colla salmastra agli angoli degli occhi che mi impediva di chiuderli o di aprirli completamente.

Ricordo il singulto improvviso quando le ho detto:
-Guarda che non voglio essere tua amica.
Anche lei aveva gli occhi arrossati, quando ha alzato gli occhi dal cuscino e ha detto:
-E allora vattene. Cambia scuola. Perchè sei venuta qui, eh? Forse era meglio se non ci venivi proprio.

E ho gridato, istericamente:
-Nemmeno io volevo venirci... ma... ma...

Ed è stato allora il mio primo colpo di genio. La mia prima menzogna, dopo dieci anni passati a gingillarmi con innocenti bugie. Ho tirato un lungo sospiro e:

-La mamma sta morendo... e forse qui non muore!

E il suo sguardo è cambiato. Tutto è cambiato. Per un attimo ho avuto il controllo. E l'ho lasciata lì a bocca aperta. E sono uscita, senza rimorsi, senza singhiozzo, senza una minima traccia di pentimento, convinta com'ero di aver fatto la cosa giusta.

Sì, certo. Sto romanzando. Sicuramente Desi la racconterebbe in maniera diversa. Ma il bello dei ricordi è proprio questo, no?

03/01/2007

le cose che mi piacciono di lei

medium_9098_Full-Grown-Lesbian-Posters.jpg-mi piace sentirle dire il mio nome. le occasioni non sembrano mai abbastanza e, no, lei non me lo sciupa

-mi piace ritrovarlo nei suoi messaggi il mio nome

-mi piace sentire la sua mancanza


-mi piace fare la dura per un po' e poi trovare mille scuse per cedere

medium_touch.2.jpg
-mi piace il suo prendermi sottobraccio. il suo toccarmi leggera quando mi parla

-mi piace la pelle d'oca e dirle che ha le dita fredde

-mi piace il suo sorriso e il suo dire "mani fredde, cuore caldo"

17:36 Scritto in bratz | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: chiaraf, bratz

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