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28/11/2006

i migliori piani dei topi e degli uomini...

la partenza per londra si avvicina e il buon minchiolo occupa sempre più i miei pensieri.

così i miei migliori piani sono un po' passati in secondo, ehm, piano.

a pranzo con la bratz scopro che a lei il buon mr.ego non è che vada esattamente a genio.

e mentre, tra un boccone e l'altro, sono lì a capire (senza troppo impegno, lo ammetto) come sfruttare proficuamente questa nuova informazione, mi si solleva un sopracciglio e la bratz attira la mia attenzione:

-non mi piacciono gli uomini che si lamentano sempre

anche la saggia zoe solleva un sopracciglio. quella che ci scambiamo è un'alzata speculare di sopracciglia, più che un'occhiata d'intesa vera e propria.

-mi trovo meglio con le ragazze

è una paresi ormai, la mia. ma la bratz non sembra accorgersene.

la saggia zoe interviene in mio soccorso e con tutta la sua saggezza dice:

-no, io mi trovo meglio con gli uomini. tutti i miei migliori amici sono uomini

AH! AAAmici! di questo si parlava. che sciocca! :-D

26/11/2006

the death of gwen stacy pt.2

medium_aliveagain1.jpg
-Chiara?
(ride)

-Già, proprio io! Perchè ridi?

-No, niente... è che non me l'aspettavo
(pausa)

-lo so. nemmeno io

medium_aliveagain2.jpg
(ride ancora)

-mi spieghi perché ridi?

-no, è che... ti ricordi quando ti ho detto di gwen stacy?

-no.... gwen chi?

-davvero non te lo ricordi?


medium_aliveagain3.jpg
-no, vabbè... sì me lo ricordo e allora?

-sei come lei

-nel senso che sono morta?

(ride)

-no, nel senso che ogni tanto ritorni


medium_aliveagain4.jpg-ah, quindi sarei uno zombie

-no, uh... lei tornava come clone

-un clone...

-già, senza nessuna memoria del passato

adesso sono io che non posso fare a meno di concedermi una risata.

25/11/2006

S.O.C. Summer of Chiaraf

medium_Gwenspidey.png-stai bene con il cerchietto

-davvero?

-sì, mi ricordi gwen stacy

-gwen chi? cos'è una cantante?

-ma no, è la ragazza storica di spiderman

-non sei un po' troppo grande per i fumetti?

-al massimo troppo piccolo

-perché? è porno?

-ma no! è degli anni settanta

-non eri nemmeno nato!

-neanche tu se è per questo. gwen è morta nel 73

-ah! carino da parte tua

-cosa?

-dirmi che assomiglio a una morta

medium_scaled.gwen2a.jpg

22/11/2006

eravamo quattro amici al bar

mi chiama la manu

-stavi mangiando?
chiede

-no, tranquilla... allora come stai? i bimbi?

in realtà sto spiluccando muesli direttamente dalla scatola mentre cerco di ignorare i capricci di zibibbo che ha deciso che l'aspic trota e salmone non le piace più

-stanno bene. continuano a chiedere di te.
ma non va oltre. strano.

-lavoro?
-bene. bene. tu?
-le solite cose.

pausa.

chiedo:
-va tutto bene?
-ma sì. insomma. ho aspettato anche troppo a dirtelo, forse.
oddio. adesso comincio a preoccuparmi. in effetti l'ultima volta che abbiamo avuto una conversazione del genere. no, non voglio pensarci.

chiedo:
-dirmi cosa?

e lei me lo dice. e più parla e più mi sembra di essere in un cazzo di film di muccino sui trentenni alla deriva.
e più parla e più ho paura che tutto viri verso la farsa caricaturale alla verdone.

e più parla e più avrei bisogno di silenzio.

alla fine dico solo:
-oh merda

il resto della conversazione sembra solo un pretesto per assolverci reciprocamente dai rispettivi peccati. i silenzi sembrano diligentemente dosati per darci il tempo di tornare a incolparci, ognuna per qualcosa che l'altra ignora.
e le frasi lasciate a metà, interrotte nel momento più appropriato per alleggerire l'altra dai sensi di colpa.

e l'abbiamo già visto tutto questo. l'abbiamo già vissuto. tutte le domande. i dubbi. tutto. è già successo quando da quattro siamo diventati tre.

e ora di nuovo, che da quattro siamo rimaste in due.

apocalittici 0 - integrati 2

peggio di un cazzo di film di muccino. una merdosa canzone di venditti.

Compagno di scuola, compagno per niente
ti sei salvato o sei entrato in banca pure tu?

cazzabubbole internettiane

Il mio pet virtuale



adopt your own virtual pet!

21/11/2006

la volpe e l'uva 2: la guerra dei cachi

il discorso è molto facile. invece che denigrare l'uva che non posso avere potrei buttarmi sui cachi. idea stupida, è vero, ma già sorrido per quanto mi divertirò.

il caco in questione lo chiameremo Mr. Ego. è una sorta di supereroe con il potere di proiettare il suo ego a decine di metri di distanza e in più direzioni contemporaneamente.

perchè ho scelto lui? occupa una posizione strategica in questo microcosmo 9-18. tutto qui. niente di personale. beh, ok... forse giusto qualcosina di personale.

altrimenti che gusto ci sarebbe? :-P

20/11/2006

la sua nuca non riflette

se mi giro vedo la sua nuca posso apprezzare il colore luminoso dei suoi capelli, ma non mi vedo riflessa.

a pranzo, qualche giorno fa, ho messo il pilota automatico al cervello. le mie labbra articolavano parole a casaccio. parte del mio cervello era intenta a capire (carpirle?) le regole dell'attrazione. la mia personalità ragioniera, invece, cercava di calcolare quanto potessi spingermi al massimo con le rate della cucina nuova.

lo so. so essere molto romantica quando mi impegno.

ah. non dimentichiamo la personalità rompicazzo. lei era lì con la sua vocina stridula a ripetermi: stai cercando di analizzare la cosa razionalmente o vuoi semplicemente smontarla? sai, tipo la volpe e l'uva.

quando ho sbarrato mentalmente gli occhi al suo schioccare di palato tra un boccone e l'altro, la personalità rompicazzo era lì col ditino puntato: aha! beccata! vuoi solo smontarla, na-na-na-na!

e così quando, quasi per caso, guardandola negli occhi ho pensato: però sono troppo ravvicinati. la rompicazzo ha detto: visto? visto?

e poi quando, camminando fianco a fianco al ritorno, ho pensato: ma mi starà ascoltando? che, pensato da me... ok fa molto disse la vacca al mulo. quando ho pensato questo, mi sono arresa alla rompicazzo e, va bene, ho ammesso che forse stavo cercando di smontarla. ma non è questo il punto.

il punto è questo. ci sono momenti particolari. e ho la stupida presunzione di pretendere che quei momenti siano percepiti chiaramente e apprezzati con un fervore dogmatico.

sono i momenti in cui, tra tante cazzate, lascio trasparire piccoli brandelli della chiara più vera. mi costano fatica, magari non sempre dolore, ma sempre e comunque ansia e anche paura.

e non posso sopportare che vengano ignorati o scambiati per altro o semplicemente si perdano nel rumore del traffico, nella statica metallica di un cellulare scadente, nel monotono conversare di circostanza.

io voglio una pausa e una reazione. voglio un sopracciglio inarcato e un sorriso liberatorio. un'amnistia generale, irrazionale e immediata, per tutte le chiare fasulle che ho buttato a caso sul tappeto verde.

ma mi accontento anche solo di un'espressione di dubbio. di una fronte aggrottata e di un ricorso in appello.


forse chiedo troppo. dal mio punto di vista chiedo molto meno di quanto pretendo quotidianamente da me stessa.

in fondo mi accontento anche di un sospiro di sorpresa e un breve silenzio.

19/11/2006

(he)Art Attack

ovvero, se bastasse un po' di colla vinilica per rimettermi in sesto ;-)

Fatto? Fatto!

l'ho chiamata. certo, mi sono fatta annunciare dal solito SMS per sondare il terreno.

Ha risposto subito, ben corazzata dentro la sua armatura di cortesia.

Ho detto: perché no? E l'ho chiamata. Tutto calcolato in ogni minimo particolare, ovvio. Ma perchè negarmi il lusso di spacciare la telefonata come un gesto impulsivo.

Una buona decina di minuti di cortesie e frasi di circostanza. E poi lei chiede:

-Dove sei?
pausa. poi
-Non mi prendi per scema se te lo dico?
ride
-No, dai... prometto.
-Sotto casa tua... dove stavi prima.
-Non ci credo!
-Giuro!
-Ci abita qualcuno adesso?
-Sì, credo di sì. Ci sono le luci accese in cucina. E in sala... Dev'essere la Tv
-Mi prendi in giro
-Davvero! Ti mando la foto quando chiudo, ok?
-Ok... Ma perchè sei lì.
-...
-Ah... capisco. E' per questo che hai chiamato? Una botta di nostalgia?
Accenna una risata nervosa. Io mi areno sulla "botta di nostalgia". Che espressione del cazzo! Non è un po' troppo riduttivo? Mah!
dico:
-Qualcosa del genere
Altra risata nervosa.
Silenzio.
Dice:
-Comunque stai bene, no?
Sta rientrando nella corazza di cortesia?
-Sì
prendo coraggio e aggiungo
-Avevo voglia di sentirti. Tutto qui
-Anche a me fa piacere
Oddio, stiamo di nuovo precipitando nelle frasi di circostanza. Finiremo con lo scambiarci mille promesse di sentirci presto.
-Desi si è sposata
Patetica! Merda. Che cazzo sto dicendo. Patetico verme insignificante che sono. Cose può fregarne a lei di...
-Ah... mi spiace... cioè... non so ecco
pausa. poi aggiunge
-Non so che dire.
risata nervosa
-In genere si dice felicitazioni... ma non so se è il caso.
Anch'io accenno una risata.
-Sì, in genere si dice così. e... sì, è la cosa giusta da dire, credo
-Sì, suppongo di sì.
Pausa.
Penso: ma perchè dovrebbe stare lì ad ascoltarmi?
Penso: non è per questo che l'ho chiamata.
Penso: perchè mi sta ad ascoltare?
Penso: perchè non mi manda a quel paese.
Dico:
-Senti, ti posso richiamare?
Pausa.
-Sì... Ok
-Sei dai tuoi?
-No... Sono...
-Ah... non volevo disturbarti era...
-Non ti preoccupare
-Sicura?
-Facciamo così... Lo tengo acceso ancora per un po'. Se vado a letto lo spengo, ok?
-Ok
-Bene!
-Dai, chiudo. Al massimo ti chiamo dopo.
-Ok
pausa e poi finalmente dice:
-E comunque...
-...
-Io resto sempre della stessa idea...
-Che sono una stronza?
-Sì... Ma non sei tanto male in fondo
-Grazie
Sorrido, anche se non può vedermi. Sorrido per me, direttamente nello specchietto retrovisore.
-E' per questo che mi hai chiamata, no?
-Qualcosa del genere
-Scema...
-...
-Adesso chiudo, ok?
-Ok
-Ok. E ricordatelo per la prossima volta.
-Ricordarmi cosa?
-Che sei in debito
-Ok
E chiude.

01:25 Scritto in effe | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: chiaraf, effe

17/11/2006

ahi, qui butta male

quando penso a lei mi piace immaginarla stretta nel suo cappottino da mercato delle pulci.

mi piace ricordare quel luccichio negli occhi. e ricordare, senza vergognarmi, le cose stupide che le ho detto. le cose fuori copione.

non so se è l'effetto minchiolo o l'overdose di pessoa.

ho avuto paura? per questo ho cercato di ridurla all'impotenza?

non ero pronta? o desi è stata solo l'ennisima comoda scusa?

quando IO parlo con quella che potrebbe essere la cosa che più si avvicina alla sincerità, nessuno sembra ascoltarmi. al lupo al lupo!


a volte mi sembra di essere sul punto di andare in mille pezzi. ma non è troppo presto? non c'è ancora tutto un mondo di fantasie e bugie da rimettere in piedi prima di vedere crollare tutto?

paradossalmente, forse quel rumore persistente non sono mattoni che si sbriciolano, ma schegge che tornano al loro posto.

non so.
il telefono è squillato e io ho perso il filo del discorso ;-)

misteriose distanze

I could never take a chance
Of losing love to find romance

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