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22/10/2006
più veloci, più veloci
finisce che mi ritrovo seduta in questo locale del pre collina. e finisce che mi ritrovo circondata da persone dalle quali vorrei fuggire immediatamente, se non fosse per...
passo indietro:
"un'uscita tutte donne! dai, non puoi mancare!"
abbozzo un sorriso e fingo di lasciarmi contagiare dal suo genuino entusiasmo.
e così finisce che mi ritrovo in questo locale cercando di stare dietro all'intrico di discorsi sempre diversi e mai completati di questa brunetta sui trentacinque. vive a una velocità tale che mi è impossibile starle dietro. nel momento stesso in cui provo a rispondere a una delle sue migliaia di domande, lei ha già risposto per entrambe, per l'umanita intera a giudicare dal tono, e mi sta già facendo la domanda successiva.
lancio occhiate insofferenti verso la bratz all'altro capo del tavolo. lancio occhiate supplichevoli e astiose. le ignora puntualmente tutte, presa com'è da una conversazione certamente interessante con un altro paio di nostre colleghe.
la brunetta dopata mi invita in riviera per il weekend. riesco a infilare un "piove" in mezzo alla catena infinita di aneddoti e nomi esotici di amici senza volto: il giampi, il gianlu, il lele.
"Che ridere!"
Lo sottolinea abbozzando una risata registrata da sitcom americana. Che tronca all'improvviso, mettendosi a studiare la mia espressione, come in attesa di una mia battuta o di una risata per osmosi.
Approfitto del momento propozio per buttare lì:
"Come quando ho detto ai miei che sono lex"
Zero. Nessuna reazione. Parte subito alla carica raccontando di quando quella sera quel pazzo del giangi (o era il lele) invece che portarla a casa l'ha portata a fare colazione a Nizza.
E così, complici parecchi negroni, mi ritrovo a rispondere alle sue finte domande con monosillabi casuali. Passo il tempo a intercettare gli occhi della bratz, senza più curarmi di quale sguardo lanciarle, e piazzo i miei monosillabi sibillini ogni volta che percepisco una pausa o una intonazione interrogativa.
Alla fine intercetto la bratz. Ormai senza più uno straccio di orgoglio, suppongo che il mio sguardo sia quello dell'avventore disperato che cerca di richiamare l'attenzione del cameriere per il conto.
E in qualche modo finisce questa fantastica uscita tutte ragazze. E qualche ora dopo, come una cretina, mi ritrovo sdraiata sul letto a sorridere.
E' bastato un unico gesto a cancellare una serata da incubo. Un'accozzaglia di parole dette, con tutta probabilità, senza alcun motivo preciso o sull'onda di un germoglio di senso di colpa.
Ha detto:
-Posso salire con te?
E io devo aver fatto una faccia davvero strana. Di quelle che mi escono quando sono sovrapensiero e non sono abbastanza veloce a indossare l'espressione giusta.
Una faccia strana perchè lei ha subito aggiunto:
-Se non è un problema
No, nessun problema.
Cretina che sono! Quando ho detto sì e quando, qualche ora dopo, ancora sorridevo sdraiata sul letto.
22:50 Scritto in bratz, me myself and I | Link permanente | Commenti (1) | Segnala | Tag: chiaraf, bratz
Commenti
Buon inizio de settimana...
Scritto da : Luis | 23/10/2006

